Comments (2)

Fabio Preti
Reply 8 Aprile 2017

Missione compiti! Missione impossibile? Parliamone!
Ma quanto ci piacciono le storie!
Anche tu ed il tuo bambino non siete esenti da questo “incantesimo”.
Ascoltare una storia vuol dire immaginare, esserci dentro, emozionarsi, sognare,
trasformarla in mille storie, con mille finali diversi. I nostri sogni sono legati alle storie.
Ogni cosa che ascoltiamo, per ricordarla e per trasformarla in un'esperienza formativa, la
trasformiamo in concetti “chiave”.
Mentre l'insegnante “racconta” comunica dei concetti “chiave” che vengono memorizzati
dal bambino che ascolta. Questi concetti “chiave” quando vengono riportati all'attenzione,
grazie alla conversazione mirata, si trasformano, nella memoria dell'allievo in “PAROLE
CHIAVE” e queste parole hanno il potere e la forza di portare al successo scolastico lo
studente.
Leggi con attenzione questa frase: “Se dovessi ridurre tutta la psicologia dell’educazione
ad un solo principio, sceglierei questo: il fattore che da solo influenza maggiormente
l’apprendimento è ciò che l’alunno sa già. Accertatevi di questo e insegnate di
conseguenza” (Ausubel, 1968).
Hai notato quando è stata scritta? Nel 1968! È passato tanto tempo, è un’indicazione
utilissima, però pochissimi la mettono in pratica! Durante il corso “Studente Vincente
Junior”, l'uso della “PAROLE CHIAVE” è la prima strategia di apprendimento che insegno.
Ed ora la voglio condividere con te!
Immagino sia capitato che il tuo bambino, durante i compiti, si distragga e non riesca a
concentrarsi, sia svogliato e si perda in mille pensieri, si “rompa” a ripetere, non riesca a
memorizzare i concetti, o impari a memoria riga per riga il testo del libro, senza aver capito
gran che del contenuto, non riesca a stare fermo e la tua pazienza sia stata messa a dura
prova.
Se ti è capitato o stai cercando idee per migliorare la situazione, usa questa strategia che
farà tornare il sorriso e la voglia di fare ad entrambi.
Se ad esempio “bisogna” studiare una o più regioni italiane per preparare una verifica di
geografia inizia a far parlare il tuo bambino su ciò che vede sul libro (carta geografica,
illustrazioni, diagrammi, ecc.).
La conversazione può essere impostata in questi termini: “Bella questa regione, quando
l’insegnante ha spiegato ti ricordi dove ha detto che si trova, al nord, al centro, o al sud?”
e ancora, “Se osservi la carta geografica della regione, cosa potresti dirmi del suo aspetto
fisico?” Ecc.
Mentre il tuo “geografo” lavora, fagli segnare le parole “importanti” che dice e che via via
ricorda, su di un foglio bianco, dividendole per argomenti.
Al termine della conversazione, bastano dieci minuti per regione, aiutalo a perfezionare la
“mappa” che ha creato. Potrebbe aggiungere colori, piccoli disegni, linee di collegamento,
togliere le parole doppie, ecc. Fatto ciò, almeno agli inizi, fagli fare un controllo anche sul testo, magari qualcosa è sfuggito e fagli inserire, nella mappa, quello che manca.
La fase di apprendimento è finita, quindi con la mappa davanti, fai parlare il “geografo” che
sicuramente ti stupirà per padronanza di linguaggio e di sapere.
Prova questa modalità con tuo figlio e vedrai quanta motivazione, soddisfazione e risultati
otterrete in poco tempo! Ho usato il plurale, non a caso, perché questa modalità avrà
effetti anche sul “maestro”.
Se sei interessata/o ad approfondire il Sistema di studio Studente Vincente, puoi farlo
andando sul mio sito www.studentevincente.com
Grazie per la tua attenzione e alla prossima. Fabio Preti

MODERATORE
Reply 21 Ottobre 2017

Conosci già il Sistema di studio Studente Vincente?

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